Quando gli albanesi eravamo noi



Cine uita nu merita (N. Iorga)
Chi dimentica non merita

Razzismo ed emarginazione sono parole apparentemente senza alcun legame tra loro ma che, in un modo o l'altro, richiamano alla nostra mente il fenomeno dell'immigrazione. Oggi è diventato argomento di vari dibattiti televisivi e di tanti libri.
Uno di questi è "L'Orda: quando gli albanesi eravamo noi" di Gian Antonio Stella, giornalista del Corriere della Sera, con il quale gli allievi di alcune classi del liceo "Galilei" di Caravaggio hanno avuto il piacere di chattare, mercoledì 16 ottobre, collegandosi, come altre scuole, al sito www.rizzoli.rcslibri.it/stella. L'autore, appassionato di chitarra e di cucina, vive un po'a Roma, un po' vicino a Venezia, un po' in giro, come inviato speciale: un vero cittadino del mondo. Il libro è una finestra aperta sul passato dell'Italia quando, agli inizi del '900, il processo migratorio è toccato anche agli italiani che partivano verso l'America per cercare una vita migliore. Come afferma il giornalista, quando "gli albanesi eravamo noi, ci rinfacciavano di aver esportato la mafia" e "ci facevano pesare addosso secoli di fame e ignoranza". Quando gli albanesi eravamo noi, era solo ieri. Nonostante siano passati appena 100 anni, tanti hanno dimenticato o fanno finta di non sapere. L'Orda ci ricorda e ci dimostra che neanche i nostri emigrati erano migliori degli immigrati attuali, anche se molti non lo sanno.
Infatti durante lo svolgersi della chat-line ci sono state opinioni molto diverse sull'argomento. Tanti affermano che gli immigrati italiani cercavano solo lavoro, mentre gli stranieri che hanno 'invaso' l'Italia sono la principale causa di furti e omicidi. Sono solo pregiudizi. Oggi come ieri la gente ha semplicemente paura del diverso. Al contrario, tanti di quelli che sono intervenuti accusano i giornali di montare le notizie per avere una tiratura migliore, a svantaggio degli immigrati, "sbattuti come mostri in prima pagina". In poche parole, la chat-line ha dimostrato che gli stranieri sono amati e odiati nella stessa misura anche tra le giovani generazioni.
Quando si parla d'immigrazione italiana si pensa solo agli 'zii d'America', arricchiti e vincenti, ma nessuno vuole sapere che la percentuale di analfabeti tra gli italiani immigrati nel 1910 negli USA era del 71% o che gli italiani costituivano la maggioranza degli stranieri arrestati per omicidio. Forse questi dati aiuteranno a capire che neanche noi siamo stati perfetti.
Di certo chattare con Gian Antonio Stella è stata un'esperienza formativa che ha insegnato a guardare con occhi diversi l'immigrato che è in difficoltà e a non fare gli indifferenti quando si tratta di aiutare.

Andrea Ioana Branzei

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